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08 novembre 2006

UN TUFFO NEL PASSATO: I FORI

Sabato 28 ottobre, la giornata che più di ogni altra quest’anno ha dimostrato al mondo cosa siano le “ottobrate romane”, visto che la temperatura era sui 28 gradi e, anche all’ombra, si stava meglio che a fine giugno, ci siamo andati a fare una bella passeggiata per ROMA (scritto rigorosamente maiuscolo visto che per ROMA intendo il Foro Romano).
Abbiamo posteggiato a Monte Caprino e dopo aver visitato la splendida Chiesa di Santa Maria della Consolazione siamo entrati nel Foro Romano tra la Basilica Giulia e il Tempio di Saturno, proprio davanti l’Arco di Settimio Severo e la Curia. Il colpo d’occhio è meraviglioso, riporta indietro di 2.000 anni e si respira un’aria diversa che in tutto il resto della città. Nel raggio di poche decine di metri si possono ammirare monumenti di almeno 4 “Rome” diverse:




i resti (alcuni anche splendidamente conservati, come l’Arco di Settimio Severo) dei monumenti di 2.000 anni fa, i palazzi medievali su cui sorge il Campidoglio o, la Torre delle Milizie, la Chiesa di Santa Martina (del XIII° secolo), e il novecentesco Altare della Patria. Ma bando alle ciance, ci vorrebbero anni per parlare dei Fori Romani, questa volta…… SOLO FOTOGRAFIE !!!
(Per notizie sui monumenti delle foto, cliccate sul nome nelle didascalie e verrete reindirizzati al sito www.Romasegreta.it ).



"Sacro" e... "profano"









Cinque "interni" di Santa Maria della Consolazione


Verso il Foro Romano...


L'Arco di Settimio Severo e la Chiesa di Santa Martina





Tre splendidi particolari dell'Arco di Settimio Severo


Il Tempio di Vesta e, sulla destra, quello di Castore e Polluce



Il Colosseo visto dalla Via Sacra


La Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami e la sottostante entrata al Carcere Mamertino, dove furono imprigionati San Pietro e San Paolo


Particolare della Chiesa di Santa Maria di Loreto al Foro Traiano


La cima della cupola della Chiesa di Santa Maria di Loreto e quella della Colonna Traiana


La cupola della Chiesa di Santa Maria di Loreto da... una finestra particolare


La (pendente) Torre delle Milizie emerge dai pini di Roma


Il tempio di Antonino e Faustina


Panoramica di Via dei Fori Imperiali


Panoramica del Foro Romano


Una disegnatrice sul basamento della statua di Giordano Bruno a Campo de' Fiori


La meravigliosa e minuscola chiesa di Santa Barbara a Largo dei Librari


L'altra istituzione di Largo de' Librari: ER FILETTARO!!!


E, per finire, una bella panoramica sul Teatro di Marcello

24 ottobre 2006

CASTEL SANT'ANGELO E IL PASSETTO DI BORGO

Una cosa che a me e Claudia piace tantissimo fare è passeggiare per Roma andando alla scoperta della nostra città, che è sempre sotto i nostri occhi ma che troppo spesso non "guardiamo", alla ricerca di angoletti nascosti, scorci caratteristici, vedute suggestive e curiosità. In particolare lei ama fotografare balconi fioriti e lampioni, mentre io sono più per le panoramiche, i particolari artistici ed architettonici e le cose curiose (anche se non disdegno di fotografare balconi, lampioni - se ne trovano dei più strani - e icone votive, le cosiddette “Madonnelle”). Mi piacciono anche le fontane e fontanelle che adornano ogni angolo di Roma.
Con questo post, in particolare, voglio iniziare a farvi conoscere (a chi non è di Roma o a chi, pur essendo romano ma troppo spesso, complice la fretta e la disattenzione, non vede troppe cose che, invece, sono proprio davanti agli occhi) alcuni luoghi poco conosciuti (o magari conosciutissimi ma, proprio per questo, stranamente, non frequentati) della Città Eterna.
In particolare l’ultima nostra uscita è stata una splendida “notturna” a Castel Sant’Angelo in una calda notte di mezza estate (senza un filo d’aria).



I Bastioni di Castel Sant'Angelo visti dall'inizio del Passetto

Comincio da Castel Sant'Angelo perchè è uno dei luoghi forse più sottovalutati di Roma: da qui si gode una meravigliosa panoramica a 360° su Roma (dalla vicinissima Piazza San Pietro con Via della Conciliazione - sorta nel 1937 al posto della "spina di borgo", un vero e proprio quartiere raso al suolo proprio per permettere la costruzione dell'arteria che collega Piazza San Pietro a Castel Sant'Angelo ed al Lungotevere -, fino ad arrivare al Vittoriano ed al Campidoglio, al fontanone dell'Acqua Paola al Gianicolo, ed al complesso del Foro Italico).


La basilica di San Pietro e Via della Conciliazione visti dalla Terrazza dell'Angelo a Castel Sant'Angelo



QUESTE NON SONO MIE :-) Vista dalla cupola della Basilica: Piazza San Pietro con la Spina di Borgo prima della costruzione di Via della Conciliazione (foto del 1929) e vista recente


Lavori di demolizione della Spina di Borgo nel 1936


Nell'acquerello di Ettore Roesler Franz il campanile di Santa Maria della Transpontina (le case a sinistra sono state rase al suolo mentre il campanile è ancora lì, inglobato nelle costruzioni di Via della Conciliazione)


Il complesso del Vittoriano ed il campanile del Campidoglio svettano su un mare di cupole.

La Fontana dell'Acqua Paola (meglio conosciuta dai romani come "Er Fontanone") in Via Garibaldi, al Gianicolo

Questa è, in breve, la storia di Castel Sant’Angelo (già Mole Adriana): la struttura originaria della fortezza e l'antistante Ponte Elio, oggi chiamato Ponte Sant’Angelo, vennero costruiti dall'architetto Demetriano fra il 117 ed il 138 d.C. come mausoleo per la famiglia dell'imperatore Adriano.


Ponte Sant'Angelo visto dai bastioni

L'edificio nel 271, con l'aggiunta dei bastioni difensivi, viene trasformato in avamposto delle Mura Aureliane, sulla riva destra del Tevere. Alte circa 10 metri, le mura del Passetto hanno l'aspetto caratteristico delle antiche mura urbane di protezione. L'origine del Passetto risale alla metà del VI secolo, quando Totila, il re ostrogoto che conquistò Roma e gran parte del territorio italico, fece costruire un primo muro difensivo. Di questa prima struttura muraria oggi rimane solo qualche frammento. Nella prima metà del VII° secolo papa Leone III° lo rinforzò ma, mentre nell'846, quando Roma subì l'assedio dei Saraceni, la città era ancora protetta dalle solide Mura Aureliane (edificate nel III° secolo), il Vaticano ed altre aree situate fuori da questa cinta muraria furono facilmente saccheggiate. Il tesoro di San Pietro subì tale sorte, e la stessa tomba dell'apostolo Pietro fu profanata. Alla metà del IX° secolo papa Leone IV° trasformò il Vaticano in una cittadella fortificata, facendo erigere un'intera cinta muraria che si estendeva per 3 chilometri e con ben 44 torri; l'attuale Passetto ne era solo un segmento, visto che tale cinta muraria girava tutt'intorno al colle Vaticano a protezione dell'originaria basilica. Nel 1277 Castel Sant'Angelo e la sua cinta muraria divengono di fatto proprietà dello Stato della Chiesa, che ne determina la completa e definitiva trasformazione in fortezza-prigione; sulla parte superiore del muro venne realizzato un camminamento all'aperto, che prenderà appunto il nome di "Passetto". Una curiosità del Passetto è che ancora oggi passa, in alcuni tratti, a non più di 7-8 metri da finestre, solai ed abbaini delle vicine abitazioni. L'opera fu completata nel 1492 sotto papa Alessandro VI°. Il Passetto raggiunse il massimo della sua importanza nel 1527 quando consentì a papa Clemente VII° di fuggire dai suoi appartamenti in Vaticano per raggiungere il più sicuro castello, poichè Roma cadde sotto i Lanzichenecchi, le truppe mercenarie dell'imperatore Carlo V° che per circa un anno invasero la città e che erano state inviate per ritorsione, essendo il pontefice venuto meno alla parola data di formare un'alleanza contro il re francese Francesco I°.

Nel XVI° secolo papa Pio IV° estese i confini urbani del Vaticano facendo erigere un secondo muro praticamente parallelo al Passetto, circa 100 metri più a nord: l'originario Passetto perse la sua funzione difensiva originale. Il nome originario del Passetto fu "Corridore di Borgo" poichè attraversando Borgo per la sua intera lunghezza, divideva il rione di origine medievale in due parti: il nucleo originale, rinominato Borgo Vecchio, e Borgo Nuovo compreso tra il muro nuovo e quello preesistente. Nelle mura del Passetto furono aperti diversi passaggi, così da permettere la libera comunicazione delle due parti del rione; sopra ciascuno di essi il papa fece collocare il proprio stemma. Attorno al 1630 papa Urbano VIII° fece aggiungere al camminamento una copertura, trasformandolo in un passaggio coperto.
Anche il Belli, dedicò un sonetto al Passetto di Borgo nel 1845:

ER PASSETTO DE CASTEL SANT'ANGIOLO
Lo vòi sapé ch'edè quer corritore
Che, cuperto qua e là da un tettarello,
Da San Pietro va giù ssin a Castello
Dove tira a le vorte aria mijore?

Mo tte lo dico in du' battute: quello
Lo tie pper uso suo Nostro Siggnore,
Si mai per quarche ppicca o bell'umore
Je criccassi de fà a nisconnarello.

Drent'a Castello pò giucà a bon gioco
Er Zanto-padre, si je fanno spalla
Uno pe pparte er cantiggnere e er coco.

E sotto la banniera bianca e gialla
Pò dà commidamente da quer loco
Binedizzione e cannonate a ppalla.

G. G. Belli, 17 dicembre 1845

Solo nel 1949 il tetto fu rimosso, ripristinando l'originaria merlatura. Per tornare a Castel Sant'Angelo il suo nome deriverebbe da un'apparizione miracolosa durante la peste del 590; secondo la tradizione, papa Gregorio Magno, durante una processione, avrebbe avuto la visione di un'angelo che rinfoderava la spada ed avrebbe interpretato quel gesto come l'annuncio della fine della pestilenza nell'urbe. A memoria dell'evento, sul vertice della Mole Adriana, venne posta una statua in legno, in seguito sostituita da più versioni in marmo e da una in bronzo, poi fusa nel 1527 per forgiare cannoni; la statua attuale, la sesta, si deve all'opera dell'artista Werschaffelt e risale al 1753.




Due suggestive "visuali" del Passetto: Castel Sant'Angelo e la basilica di San Pietro

Statua dell'Angelo

L'interno dell'edificio, oggi visitabile e convertito in Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, comprende, oltre a una interessante collezione di armi antiche, i fastosi appartamenti papali ornati da stucchi, fregi, affreschi, arazzi e ceramiche), è composto di cinque piani ed ingloba oltre a numerosi ambienti di epoca romana anche diverse sale affrescate di progetto rinascimentale. Dalla terrazza, resa celebre dalle melodie della Tosca musicata da Puccini (qui Cavaradossi dà il proprio struggente addio alla vita e Tosca lo segue nel suo mortale destino gettandosi dai bastioni), si gode lo splendido panorama a 360° su Roma. Per quanto riguarda il Passetto, per molti anni il percosto sopraelevato è rimasto chiuso al pubblico, essendo molte sue parti oramai instabili ed insicure. Per il giubileo del 2000 sono stati eseguiti molti e laboriosi lavori di restauro ed il Passetto è stato riaperto alle visite.


L'ennesima veduta della cupola di San Pietro dalla Terrazza dell'Angelo

IL ROSETO COMUNALE E...... ROMA

Un altro posto di Roma in cui almeno un paio di volte l’anno andiamo a passare una mezza giornata in relax è il roseto comunale, sul Colle Aventino, proprio di fronte al Circo Massimo ed alla Domus Aurea neroniana.

Visuale panoramica del Roseto comunale
Il roseto, diviso da Via di Valle Murcia in due sezioni distinte - una più a monte e più estesa, ed una a valle -, ospita più di un migliaio di specie di rose provenienti da tutto il mondo, ed è considerato a buon motivo tra i più belli del mondo, sia per la qualità dei fiori che per il colpo d’occhio panoramico che offre. La maggior curiosità è nel fatto che sorge in un’area occupata, dal 1645 e fino al 1895, dal cimitero ebraico; fino alla prima metà del XVII° secolo, infatti, la comunità ebraica romana, non potendo seppellire i propri morti in "territorio cristiano", usava per le sepolture dei terreni situati all'interno della vecchia Porta Portese, una delle due porte romane del rione Trastevere. La porta fu danneggiata dai continui assalti che la città dovette subire nel corso dei secoli, dalle piene del Tevere e dal passar del tempo e venne quindi ricostruita, ad una certa distanza dalla prima, nel 1645: di conseguenza il cimitero ebraico venne rimosso. Agli Ebrei fu quindi permesso di utilizzare un appezzamento di terra incolta sull'Aventino, proprio nel punto in cui sorgeva fin dal III° secolo a.C. il tempio consacrato alla Dea Flora, protettrice dei fiori: curiosamente lo stesso punto in cui ora sorge il roseto. A causa della forte discriminazione religiosa, questa località divenne ben presto nota come "Ortaccio degli Ebrei". Per due secoli e mezzo, fino alla fine dell'800, la comunità ebraica continuò a seppellire i propri defunti sull'Aventino. Nel frattempo, nel 1836, era stato inaugurato il cimitero monumentale di Roma, il Campo Verano, ma vi venivano ammessi solo i professanti cattolici. Successivamente fu possibile, per gli Ebrei, seppellire i propri defunti in appositi settori, dedicati alla loro religione, nei cimiteri del Verano ed in quello Acattolico, a fianco della Piramide Cestia.
La creazione del roseto comunale si deve ad una signora della Pennsylvania, la contessa Mary Gayley Senni che, appassionata di rose ne coltivava a decine in una sua proprietà a Grottaferrata. Nel 1924 donò le sue piante al Comune; ma poi, non soddisfatta della loro sistemazione in una semplice aiuola sul Pincio, otto anni dopo, vide coronare il suo sogno di veder sorgere a Roma un vero e proprio roseto comunale. L'anno seguente si tenne la prima edizione del Premio Roma, con la stessa contessa membro onorario della giuria. Nel 1934 venne creata la già nominata Via di Valle Murcia: i lavori di sbancamento comportarono la rimozione delle antiche tombe, che furono trasferite, appunto, nel settore ebraico del cimitero del Verano. Durante il periodo bellico, gli stessi campi circostanti il roseto furono convertiti in "orti di guerra". Nel 1950 il Comune adibì definitivamente l'area a giardino pubblico, ripiantando decine di varietà di rose, in quanto il roseto era rimasto seriamente danneggiato dagli eventi bellici, tanto da causarne la chiusura. Per mantenere il ricordo dell'antico cimitero dell'Aventino, i viali della sezione più ampia furono disegnati a forma di Menorah (candelabro a sette braccia), e un pilastro recante una targa a forma di Tavole della Legge fu collocato presso ciascuno dei due ingressi.

Vista aerea del roseto comunale con la caratteristica struttura a Manorah
Nella sezione più elevata ed ampia del roseto è collocata la vera e propria collezione di rose. Sono presenti varietà classiche, moderne ed ibridi e le piante sono distribuite in differenti settori, a seconda della diversa categoria di appartenenza: quelle a cespuglio, le rampicanti, le ricadenti, quelle dai fiori in miniatura, le rose inglesi. La sezione a valle è quella dove si svolge l'annuale concorso. Le varietà che prendono parte al concorso sono distribuite nei settori esterni mentre nel campo di forma ovale, invece, sono collocate solo le rose che sono risultate vincitrici in precedenti edizioni.
Le rose più curiose da ammirare sono la rosa "Monstrosa" dai petali verdi; la rosa "Omeiensis Pteracantha" dalle spine rosse e trasparenti che, vista in controluce, si accende come una lampada; la rosa che cambia colore più volte in pochi giorni; la rosa che emana un forte odore di incenso; la varietà nordamericana “Knock Out”, capace di resistere anche a 30° sotto zero. Oltre che un paradiso di colori, di profumi e di tranquillità, il roseto (poiché è distante diversi metri ed in posizione rialzata rispetto al caotico piano stradale) è ovviamente un paradiso per i fotografi in quanto vi si possono “immortalare” rose fra le più belle al mondo. Di non minor valore, come dicevo, è il colpo d’occhio “esterno” che il roseto offre, con una visuale che spazia dal Circo Massimo alla Domus Aurea e fino a Monte Mario, passando per San Pietro e le mille cupole del centro storico.

Il Campidoglio e l'Altare della Patria dal Roseto


La rosa dalle spine rosse

Consiglio per un itinerario della zona
Il roseto è, tra l'altro, un ottimo punto di partenza per una "full immersion" in uno degli angoli più tranquilli e romantici di Roma: prendendo la linea B della metropolitana si scende infatti proprio davanti il Circo Massimo (il più grande stadio di Roma: fatto costruire probabilmente da Tarquinio Prisco divenne, sotto Giulio Cesare, un vero e proprio edificio in muratura e da Augusto venne abbellito dell’obelisco che ora possiamo vedere in Piazza del Popolo. Sotto Nerone fu coinvolto nell’incendio di Roma ma poi fu restaurato e la sua capienza portata a ben 250.000 spettatori).

Il Circo Massimo e la Domus Aurea di Nerone
La passeggiata prosegue verso il Giardino degli Aranci (da cui si può ammirare uno dei panorami più vasti sul centro storico di Roma) e la Piazza dei Cavalieri di Malta (dov’è il celebre portone dal cui buco della serratura si può ammirare, in fondo ad un vialetto fiorito, la cupola della Basilica di San Pietro), passando per le chiese di Santa Sabina e Sant’Alessio.

Il "Cupolone" di San Pietro dal Giardino degli Aranci

Vista panoramica e tre "particolari" dal Giardino degli Aranci

Castel Sant'Angelo

Torre delle Milizie e, in primo piano sulla sinistra, il campanile di Santa Maria in Cosmedin (la chiesa dov'è la Bocca della Verità)

Il campanile tortile di Sant'Ivo alla Sapienza

Il celebre "buco della serratura" dei Cavalieri di Malta

Una delle due "Madonnelle" direttamente provenienti dall'antica Roma
Considerando il roseto come fulcro centrale possiamo trovare, nel raggio di meno di un chilometro, il complesso delle Terme di Caracalla lo splendido quartiere di San Saba, Piazza di Porta San Paolo (con la Piramide di Caio Cestio ed il Cimitero Acattolico) e, attraversato il Tevere, il quartiere popolare di Trastevere poi l'Isola Tiberina e, sulla destra la Sinagoga, Largo dell'Argentina, il Teatro di Marcello, il Campidoglio, Via dei Fori Imperiali ed il Colosseo: in parole povere......ROMA.


Particolari curiosi nei dintorni del roseto.

Un comignolo "mostruoso"

La fontanella del roseto con la Lupa Capitolina
E, finalmente, alcune foto delle rose

"Prigionia"

"Libertà"









"Vorrei incontrarti tra cent'anni... rosa rossa tra le mie mani...."